[Questo articolo è stato originariamente scritto per la libreria Nani Pittori]
Gli albi illustrati ci parlano in due modi: con le parole e con le immagini.
Sta qui la prima loro grande forza, nell’utilizzare insieme due linguaggi che in noi umani sono strettamente legati l’uno all’altro. E’ praticamente impossibile, infatti, vedere un’immagine o un oggetto senza che alla nostra mente si affacci la parola corrispondente. Allo stesso modo, una parola evoca immediatamente un’immagine ad essa associata. Provate a pensare alla parola “albero” o anche a qualcosa di più astratto, come “gentilezza” e ditemi se non vi verrà naturale immaginare una scena, un simbolo, una persona che per voi ha a che fare con la gentilezza.
Ma la potenza della sinergia di parole e immagini va oltre perché fa da ponte tra due funzioni umane fondamentali, il pensiero e l’emozione. La possibilità di attraversare questo ponte è da una parte il primo passo per comprendere le emozioni e poterle utilizzare e gestire in modo consapevole; dall’altra permette di sviluppare pensieri “caldi e densi”.

Un piccolo inciso per spiegarmi meglio – La prima proposizione descrive quella che è ormai universalmente riconosciuta come una delle competenze psicosociali più importanti e prende il nome “scientifico” di Intelligenza Emotiva. La seconda è frutto semplicemente di una mia riflessione: spesso, avere pensieri emotivamente connotati provoca dei pasticci – un esempio su tutti è quello dei “pensieri ansiosi”, in cui è proprio l’emozione di fondo a far galoppare a briglia sciolta i pensieri più catastrofici. Credo però che quando pensiero ed emozioni sono ben integrati, vi sia la possibilità di pensare pensieri più “rotondi”, più profondi e complessi, che nascono dall’ascolto della nostra totalità e non solo della nostra razionalità.
Ma torniamo a noi:
Quando leggiamo un albo illustrato spesso sono le figure – almeno a un primo impatto – a suscitarci emozioni. Le immagini comunicano in modo immediato e diretto alle parti più antiche del nostro cervello.

tradotta da Tiziano Scarpa e illustrata da Alessandro Sanna.
Leggendo il testo, poi, l’emozione si spiega, o forse si “dispiega”, assumendo dentro di noi maggior complessità e significato.
D’altro canto, quando ci innamoriamo di un albo, anche il testo ci parla, toccando corde profonde e risvegliando ricordi – e i ricordi, etimologicamente parlando, sono un “tornare al cuore” (dal latino: re, indietro e cor, cuore: richiamare in cuore).
Insomma, la lettura degli albi accarezza – e a volte colpisce! – insieme la mente e il cuore.
In libreria, molti adulti si emozionano sfogliando pagine: volti attraversati da lacrime di commozione e sospiri.
Ogni tanto capita di osservare moti di rifiuto nei confronti di testi che toccavano punti scoperti e facevano bruciare antiche ferite, risvegliando dolore e sentimenti di inadeguatezza. Qualche adulto, con l’intento di proteggere il proprio bambino, scarta i libri che giudica troppo emotivamente forti.

Quando questo accade, mi chiedo quale bambino stia davvero cercando di proteggere. Quello che sta crescendo o quello che si porta dentro?
Tornare al cuore può essere dolce, ma può anche fare paura…
Questa è quindi la domanda, o meglio le domande, che lascio oggi:
Cosa ti riportano nel cuore quegli albi che ti emozionano, risvegliando in te emozioni positive e negative?
Qual è la reazione del tuo bambino interiore quando legge il testo e guarda le illustrazioni?
E ancora…Cosa potresti fare per stargli accanto, mentre leggete…insieme?
Buone riflessioni!
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