Il biscotto di oggi, ovvero come smettere di fare paragoni

Edward Espe Brown, cuoco e sacerdote zen, racconta questa storia:

Questa esperienza è una bella metafora: quando qualcosa non è come vorremmo, chiediamoci:

Quando non siamo contenti di noi stessi, che metro di paragone stiamo utilizzando? Da dove proviene? E soprattutto è (ancora) valido per noi?

Smettere di fare paragoni

Il libro da cui sono nate queste riflessioni.

Il maestro di Brown, Suzuki Roshi, diceva che il nostro valore è unico, soltanto nostro. E come tale non può mai essere un valore comparativo.

Che paragonarsi a un altro sia semplicemente senza senso, non è poi difficile da capire, razionalmente: noi non siamo quell’altro e mai potremo esserlo.

In realtà, i modelli positivi e le aspirazioni future possono essere un ottimo stimolo per procedere sul sentiero della vita. Chiamandoci da più o meno lontano invitandoci a percorrere lo spazio tra i noi stessi di oggi e i noi stessi di domani.

“Devo” vs “voglio”

Nella stanza della terapia ogni “devo” rappresenta una porta d’ingresso per interessanti riflessioni per andare alla scoperta dei “biscotti di ieri”, ma anche “di domani” a cui ci andiamo paragonando ed essendo distanti dai quali, soffriamo. Se vuoi parlarne, ti aspetto.

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